The Return of The Hammond Express: l’ultima volta del convoglio groovy su rotaia soul fu qualche anno fa con “Rendez-Vous”, l’album d’esordio per la label Scenario Music. Le atmosfere cinematografiche, l’organ jazz – non per i feticisti del genere ma per quelli del dancefloor soul coperto di borotalco – e l’attitudine “mod” del trio guidato dall’organista Francesco Gazzara erano gli ingredienti evidenti del disco che, per vari motivi legati alle altre attivit à dei componenti della band, non conobbero mai un vero debutto dal vivo.
Oggi finalmente Hammond Express torna invece esclusivamente dal vivo, con un set ricco di cover “a tema” e uno show – intitolato “Breakfast With Bond” - interamente dedicato sia ai classici temi di 007 (tra cui “Goldfinger” e “Diamonds Are Forever”) che a quelli degli allnighter soul degli anni ’60 e ’70, originalmente interpretati da nomi come  The Tams, Judy Street, Bar-Kays ecc…
In altre parole, adesso anche in Italia sarà possibile ballare nella stessa serata su brani come “Be Young Be Foolish Be Happy” o “Green Onions” di Booker T. & The MG’s mentre un organ trio li esegue dal vivo. Quello di Hammond Express è il set ideale per mod parties, aperitivi lounge, art galleries o soul allnighters.

 Organ & keyboards: Francesco Gazzara
 Bass: Massimo “Sir Blofeld” Sanna
 Drums: Giuliano Ferrari 

 Vocal Guest (on request): Lily Latuheru 

File under: northern soul, acid jazz, funk, beat
Sounds like: Booker T. & The MG’s, Brian Auger’s Oblivion Express, JTQ…
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Breakfast With Bond   -   Live Set TRACKLIST


1) “Hot Barbecue” – Jack McDuff
Un classico del boogaloo, la vera essenza del jazz da dancefloor. Riscoperto dal DJ Baz Fee Jazz in piena era acid jazz londinese, questo  brano era suonatissimo e ballatissimo alle serate Dingwalls di Camden Town alla fine degli anni ’80.

2) “Goldfinger” – John Barry
Il primo a riportare in auge il più celebre tema bondiano fu il James Taylor Quartet nel 1985, ancora prima della nota cover di Starsky &Hutch. Recentemente l’ha ricantato la stessa Shirley Bassey con i Propellerheads. Hammond Express riprende l ’arrangiamento beat del primo JTQ.
 
3) “I Can’t Help Myself (Sugar Pie Honey Bunch)” – Four Tops
Un classico Motown non poteva mancare, nello stile dell’organista Earl Van Dyke,  che con la Soul Brotherhood trasformò una buona fetta di repertorio made in Detroit in brani strumentali ad hoc per le sonorit à dell’Hammond.

4) “Be Young Be Foolish Be Happy” – The Tams
Il suo ritmo shuffle spinge sempre i mods in pista e fa muovere il piedino e le anche a chiunque frequenti un soul club. Hammond Express parte dalla rielaborazione strumentale di Booker T. & The MG’s e – se presente la guest vocalist Lily Latuheru – interpreta anche l’originale dei Tams.

5) “Diamonds Are Forever” – John Barry
Un po’ come i Fun Lovin’ Criminale fecero con “All The Time In The World”, gli Hammond Express riattualizzano il potenziale funk groove di questo ennesimo  classico di 007. Strizzando l’occhio ai magnifici stacchi orchestrali di John Barry.

6) “Green Onions” – Booker T. & The MG’s
Un altro richiamo della foresta per il popolo del soul e per i mods. Un giro di organo che ha fatto storia, creato da chi in seguito rese possibile l ’avventura della Blues Brothers Band. Impeccabile la versione di Hammond Express, con una sola variante: il celebre riff di chitarra viene suonato, altrettanto impeccabilmente, dal bassista.

7) “What” – Judy Street
Un inno del northen soul, brano tirato e insieme ricco di armonie romantiche. Ancora non ne esisteva una versione dignitosa per organ trio. Hammond Express ce la mette tutta per ricreare il sound da atmosfera acrobatica di club anni ‘70 come il Casino di Wigan o il Mecca di Blackpool.

8) “Runaway” – Bill Conti
Stavolta si tratta di una traccia più oscura, anche se presente in un altro film di James Bond: “Solo Per I Tuoi Occhi”. Nell’originale un tirato strumentale disco funk scritto da Bill Conti (lo stesso di “Rocky”), diventa qui un perfetto groove per il lato più 70’s di Hammond Express.
           
9) “Inner City Blues” – Marvin Gaye
Si, è un capolavoro di Marvin Gaye. Ma qui la versione di riferimento è quella altrettanto geniale dell’organista inglese Brian Auger con i suoi Oblivion Express, contenuta nell’album “Closer To It” del 1973. Tante anche le versioni successive: ricordate quella dei Working Week?

10) “Nobody Does It Better” – Marvin Hamlisch
Non temete, la versione del brano non è la stessa della hit tratta da “La Spia Che Mi Amava”, sempre dalla serie 007. Lì era una lenta ballata interpretata da Carly Simon, qui diventa un southern funk ballabilissimo, in linea con un ’altra versione strumentale tanto potente quanto sconosciuta: quella del compianto organista americano Richard “Groove” Holmes.

......and more tracks amongst originals and covers as......
“Never For Me” – The Milionaires
“Move On Up” - Cutis Mayfield
“You Can’t Hurry Love” - The Supremes....................
HAMMOND EXPRESS
live @ Terracina Mod Weekender
9 july 2010  ---  h.23.00
Sirenella, Viale Circe 1, Terracina (LT)
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